Una tutela reale per ambiente, salute, consumatori e imprese: questa la funzione delle normative sullo smaltimento dei rifiuti, che vanno a determinare obblighi specifici per aziende e privati. Queste regole, per come sono pensate, favoriscono un’economia più sostenibile, con meno sprechi e più tendenza al riciclo: per minimizzare ogni rischio legato ai rifiuti, le normative impongono criteri precisi di raccolta, trattamento e trasformazione.

Determinate apparecchiature elettriche, pile o accumulatori, ad esempio, contengono materiali pericolosi che, se smaltiti in modo improprio, possono inquinare: limitare la dispersione di sostanze nocive nell’ambiente è nell’interesse di tutti. Ma non solo. Favorire il riciclo e il recupero dei materiali ha una duplice valenza: ridurre i costi ambientali e creare materie prime seconde. Per questo, le norme incentivano lo sviluppo di un sistema più efficiente a 360 gradi.

Smaltimento dei rifiuti: normative, modalità e obblighi

Ad accomunare le più importanti normative in tema di smaltimento dei rifiuti aziendali c’è un obiettivo comune: quello di garantire una gestione più sostenibile e responsabile dei materiali di scarto. La volontà del legislatore è quella di trasformare lo smaltimento da problema a opportunità: semplificare le procedure, responsabilizzare produttori e consumatori, favorire il riciclo, costruire un sistema più circolare ed efficiente.

Andiamo dunque a visualizzare le normative principali sui rifiuti, che andremo ad approfondire nel prosieguo di questo articolo:

  • Decreto legislativo del 14 marzo 2014, n. 49
  • Decreto “Uno contro uno” (D.M. del 8 marzo 2010, n. 65)
  • Decreto “Uno contro zero” (Decreto 121 del 31 maggio 2016)
  • Decreto legislativo del 20 novembre 2008, n. 188 (attuazione della Direttiva 2006/66/CE)
  • Direttiva 2012/19/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 4 luglio 2012

D.Lgs. 49/2014

Il Decreto legislativo 49/2014 recepisce la Direttiva europea sui RAEE, i Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. La normativa stabilisce le modalità con cui questi rifiuti vanno raccolti, trattati e riciclati. Il decreto coinvolge direttamente i produttori, che hanno l’obbligo di farsi carico del corretto smaltimento delle apparecchiature immesse sul mercato, riducendo i rischi ambientali.

Decreto “Uno contro uno” (D.M. 8 marzo 2010, n. 65)

Il decreto “Uno contro uno” nasce per semplificare la vita ai consumatori che comprano un nuovo elettrodomestico: al momento dell’acquisto del nuovo, il rivenditore è obbligato a ritirare gratuitamente il vecchio di tipo equivalente. Così, il cittadino non è costretto a trovare da solo un centro di raccolta e al tempo stesso si incentiva lo smaltimento corretto, rendendo la raccolta dei RAEE più pratica e immediata. Tale obbligo vale non solamente per le vendite in negozio, ma anche per quelle fatte a distanza o attraverso marketplace (Amazon & C), quindi con consegna al domicilio.

Decreto “Uno contro zero” (Decreto 121 del 31 maggio 2016)

Una sorta di aggiornamento della normativa precedente: il decreto “Uno contro zero” introduce la possibilità, per le persone, di consegnare gratuitamente i piccoli RAEE (di dimensioni inferiori a 25 centimetri) nei negozi di elettronica anche senza effettuare un nuovo acquisto. Nello specifico, la normativa fa riferimento ai negozi con una superficie di vendita dedicata alle apparecchiature elettroniche superiore ai 400 mq; tutti gli altri negozi che vendono AEE possono fare l’Uno contro Zero in forma volontaria.

Anche in questo caso s’intende che l’obiettivo, oltre a forgiare la responsabilità dei cittadini, è favorire la raccolta capillare di questi rifiuti, spesso abbandonati o smaltiti in modo scorretto.

D.Lgs. 188/2008 (attuazione della Direttiva 2006/66/CE)

Il Decreto legislativo 188/2008 recepisce la direttiva europea dedicata a pile e accumulatori, prodotti che contengono sostanze altamente inquinanti come piombo, mercurio o cadmio. La normativa istituisce regole precise per la raccolta, il riciclo e lo smaltimento di questi materiali. È proprio grazie al decreto in questione che possiamo conferire pile e batterie esauste negli appositi contenitori delle nostre città, disponibili nei pressi dei negozi o in altri punti strategici di raccolta. Una tutela in più per il suolo, per le acque e per la salute delle persone.

Direttiva 2012/19/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio

Si tratta di un testo fondamentale per tutta l’Unione Europea in materia di rifiuti elettronici. Introduce regole comuni per la raccolta e il trattamento dei RAEE, con l’obiettivo di garantire che ogni Stato membro operi in maniera coordinata e trasparente. Tra le altre cose, la Direttiva 2012/19/UE pone al centro il riuso delle apparecchiature laddove possibile. Altro punto essenziale è l’introduzione di obiettivi quantitativi di raccolta per i Paesi, che stimolano ad adottare sistemi più efficienti; un esempio “negativo” in questo senso è rappresentato proprio dal nostro Paese dal momento che l’Italia stessa è stata sanzionata dall’UE lo scorso anno per il mancato raggiungimento del target.

In un simile quadro normativo, fitto di regole e procedure, avere al proprio fianco partner come Ecolight Servizi significa poter contare su una guida esperta, capace di orientare aziende e professionisti, evitando errori e garantendo una gestione dei rifiuti sicura e conforme alla legge.

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