L’emergenza sanitaria fa slittare al primo marzo 2021 l’entrata in vigore della nuova etichettatura energetica per gli elettrodomestici. La Commissione europea, con una comunicazione del 2 giugno scorso, ha preso atto che la pandemia ha creato delle notevoli difficoltà alle aziende, ponendole nelle condizioni di non poter predisporre le nuove etichettature secondo quanto stabilito dai regolamenti comunitari 2019/2013/Ue, 2019/2014/Ue, 2019/2016/Ue e 2019/2017/Ue relativi ai display elettronici, alle lavatrici e alle lavasciuga per uso domestico, agli apparecchi di refrigerazione e alle lavastoviglie di casa per i quali vengono aboliti i segni “più”, lasciando come unica scala quella dalla A (massima efficienza) alla G (bassa efficienza). Nonostante questa proroga, i fornitori però sono obbligati a introdurre le nuove etichette già dal primo novembre 2020.  

Per venire incontro alle aziende comunque, la Commissione ha affermato che non prenderà provvedimenti qualora le Autorità di vigilanza nazionali lasceranno circolare elettrodomestici senza le nuove etichette, almeno fino al 1° marzo 2021. Questo considerato che la pandemia ha creato giacenze di elettrodomestici e accumuli e sarà impossibile avere le nuove etichette dal prossimo novembre.  

Analogamente, ai sensi del regolamento 2019/1782/Ue, per quanto riguarda l’ecoprogettazione degli alimentatori esterni dal 1° aprile 2020 sarebbero dovuti scattare gli obblighi informativi da fornire ai consumatori e le targhette apposte sugli apparecchi. Anche in questo caso, pur in assenza di una proroga “ufficiale” determinata con una legge, la Commissione non prenderà provvedimenti nel caso le Autorità di vigilanza nazionali lasceranno circolare, fino al 1° ottobre 2020, apparecchi non aggiornati. 

Per ogni ulteriore informazione, il consorzio Ecolight ed Ecolight Servizi sono a disposizione.