È martedì 30 giugno il termine ultimo per la presentazione del Modello di dichiarazione ambientale (MUD) relativo al 2019. La scadenza, rinviata di due mesi dal 30 aprile scorso a causa dell’emergenza sanitaria con il cosiddetto Decreto “Cura Italia”, vede coinvolti tutti i soggetti che l’anno scorso hanno prodotto, trasportato, intermediato, recuperato e smaltito dei rifiuti. 

Sono esclusi quanti hanno effettuato attività di trasporto in conto proprio dei loro rifiuti non pericolosi, le attività che non hanno prodotto rifiuti pericolosi; i liberi professionisti che non operano in forma d’impresa; i soggetti che svolgono le attività di estetista, acconciatore, trucco permanente e semipermanente, tatuaggio, piercing, agopuntura, podologo, callista, manicure, pedicure e che producono rifiuti pericolosi e a rischio infettivo. Inoltre, sono escluse le imprese e gli enti, con un numero di dipendenti uguale o inferiore a 10, che producono rifiuti non pericolosi derivanti da lavorazioni industriali, lavorazioni artigianali, fanghi derivanti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque, fanghi derivanti dalla depurazione delle acque reflue o dall’abbattimento di fumi; le imprese che esercitano attività di demolizione o costruzione (solo per i rifiuti non pericolosi).

Il MUD, che si compone di sette comunicazioni (Comunicazione Rifiuti Speciali; Comunicazione Veicoli Fuori Uso; Comunicazione Imballaggi; Comunicazione Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche; Comunicazione Rifiuti Urbani, Assimilati e raccolti in convenzione; Comunicazione Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche – AEE) deve essere presentato alla CCIAA di competenza tramite la piattaforma “MUD telematico”. 

Per quanti non rispetteranno la scadenza sono previste sanzioni da 26 a 160 euro per i primi 60 giorni e da 2.600 a 15.500 euro per periodi più lunghi e comunicazioni non corrette. In caso di Comunicazione Veicoli Fuori uso la sanzione va da 3.000 a 18.000 euro e per la Comunicazione produttori AEE da 2.000 a 20.000 euro.

Il consorzio Ecolight ed Ecolight Servizi sono a disposizione per assistere le imprese e gli enti interessati nell’adempimento di questo obbligo. Per contatti: https://ecolightservizi.it/contatti/