I problemi in fase di avvio hanno portato a una proroga di sei mesi per il FIR digitale. Sono stati approvati il 16 febbraio 2026, dalle commissioni riunite Affari costituzionali e Bilancio della Camera, due emendamenti nell’ambito della conversione del decreto Milleproroghe: posticipano al 15 settembre 2026 l’avvio dell’obbligatorietà del FIR digitale (xFIR) e l’applicazione delle sanzioni.  La coesistenza del Formulario cartaceo con quello digitale per un periodo di circa sei mesi è considerato un tempo sufficiente all’adeguamento informatico e organizzativo delle imprese, oltre che utile ad evitare le sanzioni.

FIR cartaceo

Gli emendamenti intervengono sull’articolo 13 del Milleproroghe che elenca tutti i rinvii nelle materie di competenza del MASE. Come si legge nel testo approvato: “Fino al 15 settembre 2026, in alternativa alle modalità previste dall’articolo 7, comma 8, del decreto del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica 4 aprile 2023, n. 59, il formulario di identificazione dei rifiuti può continuare ad essere emesso in formato cartaceo”. Di conseguenza vengono modificate anche le tempistiche del regolamento RENTRI (decreto 4 aprile 2023, n. 59).

Sanzioni sospese

Stesso iter è previsto per l’applicazione delle sanzioni. Il secondo emendamento interviene infatti sulla disciplina sanzionatoria (D.Lgs 1552/ 2006) prevista dal Ministero dell’Ambiente per la violazione degli obblighi in materia di tenuta di registri. Le sanzioni non saranno applicate prima del 15 settembre 2026.
Il Milleproroghe, con i due emendamenti, dovrà essere approvato dal Parlamento per poi passare al Senato per l’approvazione definitiva entro il 1 marzo, prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. In attesa della pubblicazione, fanno fede le indicazioni della procedura di emergenza contenute nel decreto direttoriale MASE n. 25/2026.

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