L’Europa accelera verso l’EPR per i prodotti tessili. Entro il 31 dicembre 2024 la Commissione europea dovrà definire le regole dei sistemi di responsabilità estesa del produttore (EPR) per l’industria tessile. A chiederlo è la commissione Ambiente del parlamento europeo con la proposta di riforma della direttiva quadro rifiuti (2008/98/CE ) che è stata approvata lo scorso 14 febbraio 2024. Per la fine dell’anno, quindi, la Commissione europea dovrà definire i criteri per l’istituzione di sistemi nazionali di responsabilità estesa del produttore nel settore tessile. Gli emendamenti proposti dalla commissione Ambiente – che contengono anche il nuovo quadro contro gli sprechi alimentari – confermando lo schema proposto dall’esecutivo dell’UE, spingono verso una maggiore chiarezza sugli aspetti di governance del sistema obbligatorio di responsabilità estesa del produttore.

Infatti, per la gestione dei rifiuti tessili la commissione ha affermato la direzione di istituire dei sistemi obbligatori EPR su base nazionale, con un cronoprogramma scadenzato e stringente. Il termine indicato per definire le regole dei sistemi EPR è la fine del 2024 e gli Stati membri dovranno attivare i sistemi entro 18 mesi dall’entrata in vigore della nuova direttiva (e non entro i 30 proposti dalla Commissione), oltre che garantire da inizio 2025 la raccolta separata dei tessili per il riutilizzo, la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio. Ad essere interessati dal regime EPR, saranno le aziende che immettono sul mercato prodotti come articoli di abbigliamento, accessori e calzature.

Ora, il percorso di approvazione prevede il voto dell’assemblea plenaria a marzo 2024, prima della pausa prevista per il rinnovo elettorale. Sarà quindi il nuovo Parlamento a portare avanti i negoziati per arrivare alla pubblicazione della nuova direttiva in Gazzetta ufficiale entro il 31 dicembre. Sono tempi piuttosto stretti su un tema che vede l’Italia particolarmente interessata: pur avendo anticipato l’obbligo di una gestione EPR dei tessili al 2022, è in attesa del decreto che possa rendere operativo questo obbligo. Intanto però i produttori si sono organizzati e hanno dato vita a consorzi EPR come Ecotessili.

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