Un cambio di tendenza che ha il sapore della necessità di un cambio di approccio. Perché è non più – e solo – una questione di quantità, ma soprattutto di qualità. Per i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche si sta aprendo una nuova sfida. A dirlo non sono solamente le normative in materia di economia circolare, ma anche i dati di raccolta. Per la prima volta è stato registrato un cambio di tendenza: secondo lo studio pubblicato sulle pagine del Journal of Industrial Ecology e redatto da alcuni studiosi della School of Environment dell’Università di Yale, dal 2015 la produzione di rifiuti elettronici negli Stati Uniti starebbe registrando una diminuzione di circa il 10% in peso. Questo non significa che i RAEE potrebbero perdere importanza all’interno di una visione circolare, ma che occorrerebbe iniziare a cambiare l’approccio di valutazione: non più basato su dati meramente quantitativi (il loro peso), ma centrato sulla qualità della loro gestione. Il fenomeno della riduzione, per quanto contenuto e registrato al momento solamente sul suolo americano (il 2019 rimane l’anno record per la produzione di questi rifiuti a livello globale), sarebbe da ricondurre all’innovazione tecnologica. In particolare, due aspetti: il primo, la progressiva riduzione di dimensioni e peso delle diverse apparecchiature elettroniche. Basti pensare al salto, in termini di kg in meno, che c’è stato con il passaggio dai televisori a tubo catodico a quelli piatti. Il secondo, è riconducibile al fatto che con una sola apparecchiatura vi è spesso un centrato tecnologico che permette di fare a meno di altri device. Anche qui, l’esempio più evidente è dato dai più moderni smartphone in grado di fare tutto, o quasi. Alla luce di questo studio, al di là dell’opportunità di rivedere o meno i target di raccolta, l’accento viene posto sulla qualità del recupero dei RAEE. Sull’importanza di insistere sullo sviluppo di nuove tecnologie capaci di ridare vita a più quantità di materia e a smaltire correttamente le parti inquinanti e tossiche. 

Il consorzio Ecolight insieme con Ecolight Servizi da sempre è attento alla qualità della gestione  dei RAEE. Attraverso una rete di logistica capillare, ottimizza la raccolta su tutto il territorio nazionale; inoltre, affidandosi a impianti di trattamento certificati assicura tassi di recupero elevati, sostenendo concretamente i principi dell’economia circolare. I servizi offerti vanno nella direzione di garantire l’ottimizzazione dei  costi in un’ottica di reale sostenibilità. 

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