Quando si parla di ambiente, l’Italia si ritaglia un posto di assoluto rispetto. Sono almeno tre gli ambiti d’eccellenza dell’economia nazionale che riguardano il tema green secondo il rapporto “L’Italia in 10 selfie 2019”: nell’ultima edizione del dossier annuale, la Fondazione Symbola  ha evidenziato i nostri talenti e i nostri punti di forza, aspetti non sempre conosciuti all’estero e spesso sono sottovalutati anche dagli italiani. Tra i dieci selfie indicati, l’Italia primeggia per green economy, economia circolare e agricoltura sostenibile, segno di una concreta attenzione ai temi ambientali e della capacità di sfruttare i nuovi paradigmi dell’economia per poter crescere. 

Affrontando il tema “green economy”, sono 345.000 le imprese italiane (il 24,9%% dell’imprenditoria extra-agricola, nella manifattura addirittura il 30,7%) che negli ultimi cinque anni hanno scommesso sulla green economy. Solo quest’anno circa 207 mila aziende hanno investito sulla sostenibilità e l’efficienza. Con vantaggi competitivi in termini di export (il 34% delle imprese manifatturiere eco-investitrici esporta stabilmente, contro il 27% delle altre) e di innovazione (il 79% ha sviluppato attività di innovazione, contro il 43%). La green economy fa bene anche all’occupazione: complessivamente sono poco meno di 3 milioni  i green jobs, il 13% dell’occupazione complessiva nazionale. Nel 2018 c’è stata una domanda di green jobs pari a 473.600 contratti attivati, il 10,4% del totale delle figure professionali richieste.

L’Italia si qualifica anche come “superpotenza” nell’economia circolare. “Con 307 tonnellate di materia prima per ogni milione di euro prodotto siamo secondi tra i gradi Paesi Ue per uso efficiente di materia, dietro la Gran Bretagna (236 t, economia trainata però dalla finanza) ma davanti a Francia (326), Spagna (360) e Germania (408)”, si legge nel rapporto. “L’Italia è leader europeo per dematerializzazione dell’economia: per ogni kg di risorsa consumata genera 4 euro di Pil, contro una media Ue di 2,24 euro e un dato della Germania di 2,3. L’Italia con il 76,9% è il Paese europeo con la più alta percentuale di riciclo sulla totalità dei rifiuti, più del doppio della media Ue (36%) e meglio di Francia (53,6%), Regno Unito (43,6%), Germania (42,7%), Spagna (36,1%)”.

Anche l’agricoltura è attenta all’ambiente: con 569 tonnellate per ogni milione di euro prodotto l’agricoltura italiana emette il 46% di gas serra in meno della media UE-28, e fa decisamente meglio di Spagna (+25% rispetto al nostro Paese), Francia (+91%), Germania (+118%) e Regno Unito (+161%). L’Italia ha il minor numero di prodotti agroalimentari con residui di pesticidi (0,48%), inferiore di sette volte rispetto ai prodotti francesi e di quasi quattro volte di quelli spagnoli e tedeschi.