Pene più severe per chi non gestisce correttamente i rifiuti. Con la pubblicazione in Gazzette Ufficiale del D.L. 116/2025, entrato in vigore lo scorso 9 agosto, è stato fatto un salto di qualità nella tutela ambientale: chi gestisce illecitamente i rifiuti, nei casi più gravi, rischia fino a 7 anni di reclusione. E per le imprese non si tratta di affrontare eventualmente una sanzione da pagare, ma diventa una questione di sopravvivenza legale ed economica.
Nata come strumento per rispondere all’emergenza della Terra dei Fuochi, la norma è andata a modificare il Testo Unico Ambientale in alcune sue parti, ha ridefinito alcuni reati e previsto nuove e più pesanti pene per i cittadini e per le aziende. Il legislatore ha seguito una linea precisa: trasformare quei comportamenti punibili con “semplici multe” in veri e propri reati che possono portare all’arresto o alla chiusura di un’attività.
Tra le novità più significative, ad esempio, ci sono le modifiche all’art. 256 del TUA: la gestione non autorizzata dei rifiuti diventa delitto, con una previsione di carcere da sei mesi a tre anni per i rifiuti non pericolosi e da uno a cinque anni per quelli pericolosi. Questo si configura anche per quanto riguarda il reato di discarica non autorizzata.
Colpita anche l’attività abusiva di trasporto rifiuti. Per le aziende non iscritte all’Albo nazionale dei gestori ambientali viene prevista la sospensione dell’attività da 15 giorni a due mesi e, in caso di recidiva, la cancellazione con divieto di reiscrizione per due anni. Così anche in caso di spedizione illegale (da uno a cinque anni di carcere). Per l’abbandono dei rifiuti, se a farlo è un’azienda, la norma va a colpire anche il titolare della stessa con possibili conseguenze penali (arresto fino a 2 anni o ammenda fino al 27 mila euro).
La nuova legge ha un impatto importante. Alle aziende è quindi richiesto di porre grande attenzione a tutto il capitolo che riguarda la gestione dei rifiuti. Perché, anche un deposito temporaneo non autorizzato potrebbe diventare elemento di problemi non indifferenti.
Di fatto, il Decreto impone alle aziende di mettere mano al proprio modello organizzativo per adeguarsi alle nuove e profonde modifiche introdotte. Per non rischiare, Ecolight Servizi è a disposizione delle imprese per seguirle in una gestione dei rifiuti completa: non si tratta di curare solamente la fase di smaltimento, ma di gestire il rifiuto dalla sua produzione al suo “fine vita”, perché ogni singolo passaggio richiede di essere attentamente valutato.