Qual è l’impatto reale di 16 mila tonnellate di piccoli rifiuti elettronici? Per visualizzare questa mole di scarti, basterebbe un’equivalenza: se tale peso fosse composto esclusivamente da smartphone, parleremmo di oltre 84 milioni di dispositivi. Impilati l’uno sull’altro, raggiungerebbero un’altezza di circa 700 km, arrivando a sfiorare la cosiddetta “bassa orbita terrestre” dove gravitano i satelliti spaziali.
Tuttavia, il calcolo reale è più articolato, poiché include una varietà eterogenea di apparecchiature: dai grandi volumi di ferri da stiro e aspirapolvere fino alla leggerezza di auricolari e caricabatterie. Una “montagna” di rifiuti che il consorzio Ecolight, con supporto operativo di Ecolight Servizi, ha gestito nel corso del 2025, registrando oltre 16 mila tonnellate riconducibili ai raggruppamenti R4 (piccoli elettrodomestici ed elettronica di consumo) e R5 (sorgenti luminose).
Questo dato segna una crescita di quasi il 15% rispetto all’anno precedente, a conferma della capillarità dell’azione di raccolta messa in atto dal consorzio, ma evidenzia anche la vastità di prodotti che quotidianamente popolano le nostre case e che necessitano di una gestione post-consumo rigorosa.

Il paradosso del cassetto

Mentre è difficile dimenticarsi di un frigorifero rotto in cucina o in garage, i piccoli oggetti sono i “revisori invisibili” delle nostre cantine. Solo un piccolo elettrodomestico su sei viene smaltito correttamente. Eppure, parliamo degli oggetti che scandiscono la nostra vita: quelli che ci fanno il caffè, misurano i battiti del cuore o conservano le foto dei ricordi in una chiavetta USB. Quando smettono di funzionare, spesso finiscono nel dimenticatoio, portando con sé un tesoro nascosto.

Riciclare conviene (davvero)

Non chiamatela spazzatura: per ogni tonnellata di piccoli elettrodomestici, Ecolight è riuscita a recuperare ben 830 kg di materie prime. Per le lampadine va ancora meglio: il 91,7% torna a nuova vita. Plastica, metalli e un pochino di terre rare che, invece di restare a prendere polvere, rientrano nel ciclo produttivo.

Cosa possiamo fare?

I target europei sono ancora lontani, ma liberarsi dei vecchi RAEE è più semplice di quanto si pensi. Le opzioni sono tre:

  1. L’isola ecologicadel proprio comune.
  2. L’1contro1: consegnate il vecchio al negoziante quando comprate il nuovo.
  3. L’1contro0: se l’apparecchio è più piccolo di 25 cm, i grandi negozi di elettronica sono obbligati a ritirarlo gratuitamente, anche se non comprate nulla.
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