Il mondo della gestione rifiuti si prepara a una svolta importante. È iniziato il conto alla rovescia per l’applicazione del nuovo Regolamento (UE) 2024/1157, che dal 21 maggio 2026 prenderà il posto delle vecchie norme datate 2006. Non si tratta di un semplice aggiornamento burocratico, ma di una vera e propria riforma che punta su due pilastri: digitalizzazione e protezione dell’ambiente.
Addio carta: arriva il sistema DIWASS
La novità che impatterà maggiormente sulla quotidianità delle aziende è l’addio definitivo ai documenti cartacei. Tutte le comunicazioni sulle spedizioni transfrontaliere dovranno transitare attraverso il DIWASS (Digital Waste Shipment System), la nuova piattaforma centralizzata della Commissione Europea.
Ci sarà comunque un po’ di respiro per chi gestisce i rifiuti in “Lista Verde” (quelli accompagnati dall’Allegato VII): fino alla fine del 2026 si potranno seguire le procedure attuali, anche se sarà già possibile testare il nuovo sistema digitale su base volontaria. Attenzione però: indipendentemente da come saranno inviati i documenti, da maggio 2026 il modello dell’Allegato VII dovrà essere rigorosamente quello nuovo.
Controlli in Europa e limiti verso l’extra UE
L’Europa vuole vederci chiaro su dove finiscono i propri scarti. Per questo, le spedizioni destinate allo smaltimento restano di base vietate e potranno essere autorizzate solo in casi eccezionali. Anche per il recupero all’interno dei confini UE le maglie si stringono: arrivano infatti nuovi obblighi di tracciabilità, come la conferma di ricevimento e i certificati di avvenuto recupero, per contrastare il traffico illecito.
Ancora più severo è l’approccio verso i paesi extra-UE. Dal 2027, chi vorrà esportare rifiuti fuori dall’Unione dovrà garantire che gli impianti di destinazione siano stati sottoposti a specifici audit. Inoltre, le esportazioni verso i paesi non-OCSE saranno soggette a pesanti restrizioni e ammesse solo verso nazioni che dimostreranno standard ecologici elevati.
Plastica osservata speciale
Un capitolo a parte merita la plastica. Abrogando il codice OCSE GH013, il nuovo regolamento dichiara guerra alle esportazioni selvagge:
- già da maggio 2026, inviare all’estero rifiuti in plastica omogenei (voce B3011) richiederà una procedura di notifica e autorizzazione preventiva molto più complessa;
- da novembre 2026, scatterà poi il divieto assoluto di esportare questi rifiuti verso i paesi non-OCSE, anche se destinati al recupero.
Per chi volesse consultare i testi ufficiali o scaricare la guida operativa, la Regione Lombardia ha già predisposto una pagina dedicata con tutti i dettagli tecnici e i link istituzionali: consultala qui
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