Vecchi, da buttare e riciclare. Anzi no, quasi nuovi da rivendere in Africa. Sono i pannelli fotovoltaici al centro dell’indagine svolta dai carabinieri del NOE di Genova in collaborazione con il NOE di Treviso e il Comando provinciale dell’Arma di Treviso. Un’indagine che ha attraversato tutto il nord Italia e che ha scoperto un traffico illecito di rifiuti da pannelli fotovoltaici e portato al sequestro preventivo di uno stabilimento attivo nella commercializzazione di pannelli fotovoltaici, nonché dei moduli fotovoltaici presenti presso un’altra società di recupero rifiuti, per un valore complessivo di un milione di euro. Un episodio, l’ennesimo, di una mala gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche che ha sottratto importanti quantitativi alla filiera RAEE, con gravi danni all’ambiente. 

L’indagine ha preso avvio da una serie di controlli sulla gestione dei RAEE, in particolare sui pannelli fotovoltaici a fine vita. Partendo da un container nel porto di Genova, gli investigatori hanno trovato una ben rodata modalità di gestione irregolare dei pannelli fotovoltaici derivanti dalla dismissione di grandi impianti dislocati in molte regioni italiane. Il meccanismo messo in campo dagli indagati consisteva nella raccolta d’ingenti quantitativi di pannelli dismessi dichiarati rifiuti per il solo tempo necessario a coprire il tragitto tra il luogo in cui erano smontati e prelevati e l’impianto di trattamento. A questo punto, venivano rilasciate agli ignari produttori originari del rifiuto false dichiarazioni di distruzione dei pannelli e il contestuale recupero di materia (metalli vari, silicio, vetro, plastiche nobili e altre materie riutilizzabili). Tali attestazioni consentivano di richiedere al GSE (Gestore Servizi Energetici) la cauzione versata. Forniti di nuove matricole e attestazioni “standardizzate” di verifiche funzionali, i pannelli però acquisivano una nuova vita, per essere così rivenduti. 

Questo sistema assicurava agli indagati un guadagno articolato su tre vantaggi: incasso di cospicue somme di danaro per il ritiro dei rifiuti dai produttori, elusione dei costi di trattamento e rivendita dei pannelli fotovoltaici come apparecchiature elettriche usate a Paesi in via di sviluppo (in particolare in Burkina Faso).

Una rete articolata che rimarca l’importanza di affidarsi a operatori qualificati nella gestione dei RAEE. Ecolight Servizi garantisce la raccolta e lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici nel rispetto delle normative e dell’ambiente, alimentando la filiera del recupero dei materiali di cui i moduli sono composti nell’ottica di una concreta economia circolare.