I vari lockdown che hanno (e stanno) limitando le possibilità di spostamento, ma anche la necessità di attrezzarsi in casa con una serie di dotazioni elettroniche per scuola, lavoro e divertimento hanno fatto decollare l’e-commerce nel 2020. Secondo le ultime stime di eMarketer, società americana che si occupa di ricerche di mercato, le vendite globali sono cresciute del +27,6% l’anno scorso. Si tratta di una crescita che ha sorpreso perfino gli analisti: la previsione fatta a metà pandemia (+16,5%) è stata quasi doppiata. E la stima per il 2021 è di un nuovo incremento a due cifre, minore del boom dell’anno della pandemia, ma comunque si parla di un significativo +14,5%. 

Il potere di un click nella vendita di ogni genere di beni pone però due ordini di questioni. La prima riguarda la gestione delle consegne: una fitta rete logistica che necessariamente è chiamata a rispondere a due criteri fondamentali: la capillarità per raggiungere ogni casa e la velocità per rispondere alle esigenze dei consumatori. La seconda questione, che interessa soprattutto – ma non solo – i prodotti elettronici venduti online, è la gestione del vecchio. Ovvero delle apparecchiature che, funzionanti  meno, vengono sostituite da quelle nuove più performanti. Se per gli oggetti di uso comune (quali possono essere complementi d’arredo, abbigliamento, casalinghi) il tutto viene lasciato nelle mani di chi acquista, per le apparecchiature elettroniche il tema è diverso: vi è una norma che  prevede la possibilità di consegnare gratuitamente a chi vende la vecchia apparecchiatura. In virtù del principio dell’Uno contro Uno, il frigorifero, ma anche il televisore e il phon che sono stati sostituiti possono essere consegnati senza alcun aggravio di costi a chi ha effettuato la vendita, questo indipendentemente dallo strumento utilizzato (e-commerce o negozio tradizionale). A quest’ultimo viene anche attribuita la responsabilità di una corretta gestione del rifiuto elettronico (RAEE). 

All’interno dell’esplosione dell’e-commerce, non c’è solamente un flusso di consegna, ma anche in direzione opposta: il ritiro. All’interno di un vortice che punta alla vendita, la voce “gestione del rifiuto” non può finire in secondo piano. Ecco perché è fondamentale che ci si affidi a società certificate, capaci di garantire una logistica puntuale e capillare in entrambe le direzioni: consegna del nuovo e ritiro, con corretto avvio a percorso di recupero, del vecchio. Come Ecolight Servizi, società nata dall’esperienza del consorzio Ecolight che ha strutturato una serie di servizi per la GDO, che faccia vendite tradizionali oppure online. Contattaci